Lo schiavo di Hitler

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Hagerwelle, per quasi cinquant'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, è stato un fantasma. La Germania ne negava l’esistenza, non ve ne era traccia su cartine geografiche, né documenti ufficiali. Solamente negli occhi, nella testa e nel cuore di 10 persone nel mondo, quei pochi sopravvissuti all’inferno, restava nitido il ricordo dei soprusi, della

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Panoramica

Il Libro

Hagerwelle, per quasi cinquant’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, è stato un fantasma. La Germania ne negava l’esistenza, non ve ne era traccia su cartine geografiche, né documenti ufficiali. Solamente negli occhi, nella testa e nel cuore di 10 persone nel mondo, quei pochi sopravvissuti all’inferno, restava nitido il ricordo dei soprusi, della fame, del dolore, della morte che aveva rappresentato quel campo. Antonio Marenzi, il protagonista di questa storia, è l’unico italiano tornato vivo da quel posto e anche l’unico fortemente determinato a testimoniarne l’esistenza e a raccontarne le atrocità. Ha sopportato una battaglia legale durata più di venti anni, ma ha ottenuto che la verità venisse a galla. E la verità, è che Hagerwelle è stato un campo di prigionia dei più terribili che la Germania avesse creato. Lo schiavo di Hitler è la sua storia. Una terribile storia vera.

Capitolo 1

In quegli anni

Il programma politico militare di Adolf Hitler aveva come obiettivo ultimo, una semplice cosa: la conquista e il dominio mondiale.

Il piano strategico per la realizzazione di questo obiettivo prevedeva due fasi. La prima riguardava la creazione di un impero continentale tedesco attraverso una guerra europea finalizzata alla conquista di uno “spazio vitale” ad est. Così facendo,  avrebbe reso indipendente il paese nell’importazione delle materie prime e lo avrebbe fatto divenire meno vulnerabile in caso di un conflitto di lunga durata. Una volta ascesa al rango di potenza mondiale, al pari degli Stati Uniti, del Giappone e dell’Inghilterra, la Germania avrebbe così potuto affrontare, nella seconda fase, la lotta tra i grandi imperi per la supremazia a livello planetario…

Per raggiungere il primo obiettivo, la conquista dello spazio vitale, Hitler sapeva bene di dover evitare l’errore commesso nella prima guerra mondiale, cioè di essere schiacciato contemporaneamente su due fronti, ad est e ad ovest e perciò programmò una serie di guerre lampo distinte e su teatri limitati, prima in occidente contro la Francia per garantirsi la sicurezza alle spalle, poi ad oriente contro l’Urss. Una volta neutralizzata la Francia, principale alleato continentale dell’Inghilterra, secondo il piano hitleriano, gli inglesi avrebbero accettato il compromesso con Berlino, basato sul riconoscimento dell’egemonia tedesca sul continente in cambio della promessa di non insidiare, almeno all’inizio, gli interessi coloniali britannici. A questo punto, Hitler avrebbe potuto concentrare tutte le sue forze sul fronte orientale contro l’Urss per la conquista dello spazio vitale.  La previsione si rivelerà però errata, Il fuhrer infatti sottovalutò il fatto che gli USA difficilmente avrebbero lasciato sole Inghilterra e Francia.

In Italia, i primi successi militari tedeschi, spinsero Mussolini a decidere l’ingresso in guerra del paese dopo mesi di titubanza, nella convinzione che il conflitto sarebbe durato poco e  soprattutto, nel timore di essere escluso dal tavolo della pace, cioè della spartizione dei territori. L’Italia però, aveva principalmente un  enorme difetto, non aveva piani militari precisi e come dimostrerà la fallimentare campagna di Grecia, un esercito assolutamente impreparato ad affrontare un conflitto che in poco tempo sarebbe diventato globale. La “Guerra parallela”, autonoma rispetto a quella condotta dalla Germania, lanciata da Mussolini alla Grecia, si rivelerà  in poco tempo un disastro completo, costringendo i tedeschi ad intervenire nei Balcani e segnando così le sorti del regime fascista.

 

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DETTAGLI
  • Tipologia: Stampato
  • Editore: Santi Editore
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 9788899531164
  • Dimensioni: 15cm x 21cm con copertina morbida
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