Maestro d’amore

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Lina scopre, dopo vent'anni di matrimonio, che il marito la tradisce con una ragazza poco più vecchia di sua figlia e, sconvolta, prepara la valigia e va a rifugiarsi all'Isola d'Elba, dove hanno una casa per l'estate. Nel piccolo paese sommerso dalla neve di un inverno senza turisti, trova Rody, giovane rampollo di una casata

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  • Genere:
  • Pubblicato:
    15 febbraio 2015
  • Tipologia:
    Stampato
  • Lingua:
    Italiano

Panoramica

Il Libro

Lina scopre, dopo vent’anni di matrimonio, che il marito la tradisce con una ragazza poco più vecchia di sua figlia e, sconvolta, prepara la valigia e va a rifugiarsi all’Isola d’Elba, dove hanno una casa per l’estate. Nel piccolo paese sommerso dalla neve di un inverno senza turisti, trova Rody, giovane rampollo di una casata restigiosa messo in “esilio” forzato dal padre dopo che ha messo incinta e fatto abortire una coetanea. Tra i due nasce prima una strana amicizia e poi una prepotente voglia di sesso. Ma Lina è inibita, quasi timida, non ha mai avuto altri uomini oltre al marito che non è mai stato un tipo focoso e quindi è completamente digiuna di tutto ciò che comporta il “fare l’amore”. Rudy diventa così il suo Maestro, insegnandole a provare piacere del proprio corpo e di quello del partner, protandola a riconoscere che forse non tutte le colpe sono solo dalla parte del marito. Quando questi le telefona, pentito e la rivuole a casa, Lina decide di tornare. Non è più la stesa donna che è arrivata all’Elba, ora ha imparato a conoscersi e grazie al suo Maestro d’Amore è diventata una donna completa e nuova.

Capitolo 1

Il campanile aveva appena suonato le nove di sera quando Lina parcheggiò la macchina nel grande piazzale che sovrastava Marciana Alta, all’isola d’Elba. Il vento soffiava gelido e lei rimase alcuni minuti con le mani posate sul volante, ancora incapace di pensare, di ragionare. Ecco, era arrivata a Marciana  e adesso? Cosa doveva fare? La decisione di partire l’aveva fatta in fretta, appena il giorno precedente e ancora non era sicura di aver fatto bene, solo il tempo avrebbe potuto darle una risposta. Si decise a scendere dalla macchina, stringendosi addosso il giaccone di pelliccia, il freddo le tagliava il fiato in gola. Tirò fuori il borsone dal portabagagli, non sapeva nemmeno cosa avesse messo dentro, aveva buttato le cose alla rinfusa per partire il prima possibile.

Chiuse la macchina e si avviò piano verso la scaletta ripida che scendeva in paese. Raggiunse via Appiani che era già senza fiato, le mani gelate, scivolando sui gradini viscidi. La strada era deserta, appena rischiarata da un fioco lampione giallastro che dondolava alle folate di vento e il tutto aveva un’aria spettrale, abbandonata, come se non ci abitasse nessuno, se fosse un paese fantasma.

Raggiunse la porta di casa sua, si fermò a cercare la chiave in borsetta, la mente che tornava senza volere a tutte le altre volte che era venuta a Marciana, d’estate; Stefano irritato dal viaggio, le ortensie in fiore, il profumo acuto dei gelsomini, i figli che schiamazzavano e ridevano contenti ed eccitati…. Per vent’anni, salvo qualche breve eccezione, lei e la sua famiglia erano venuti qui a passare luglio e agosto e a volte anche parte di settembre. Anno dopo anno erano entrati quasi di diritto a far parte della popolazione di Marciana, dividendone le gioie e i dolori. Qui Marzia, sua figlia, aveva avuto il primo flirt; qui suo figlio Giacomo aveva baciato la sua prima ragazza….. Lina scacciò con decisione i ricordi e cercò di aprire la porta massiccia.

Stranamente la casa di fronte alla sua era illuminata, una luce rosata che filtrava dalle tendine e si udiva il suono sommesso di una chitarra. Anche quella era una casa abitata solo d’estate, apparteneva ad un avvocato di Roma che teneva quel piccolo appartamento per i figli e i loro amici, lui aveva una grande villa a Procchio.

Finalmente riuscì ad aprire la porta e si infilò in casa, trascinandosi appresso la borsa. Dentro c’era odore di freddo. A tentoni cercò il pannello degli interruttori, li fece scattare tutti e una luce fioca illuminò la casa. Strano, d’estate la luce le era sempre parsa più che sufficiente.

Senza togliersi la giacca percorse il breve corridoio e aprì la porta del bagno, attaccò lo scaldabagno e poi proseguì per la camera da letto. Sul grande letto di ferro battuto c’erano i materassi arrotolati e Lina guardò con gli occhi lucidi lo specchio rotondo e il tappeto di stuoia un po’ liso, in fondo avevano vent’anni, come la sua vita con Stefano.

Buttò la giacca sul letto e dall’armadio tirò fuori la stufetta elettrica, portandola in bagno e accendendola, poi tornò in salotto. La stanza era grande, un camino prendeva parte della parete di destra, una scala di legno saliva a chiocciola in un soppalco illuminato da un abbaino dove c’erano i letti dei ragazzi. Metà della stanza era divisa da un divano e dall’altra parte c’era l’angolo cottura e una finestrella da cui si poteva vedere il mare nelle belle giornate, giù a Marina.

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DETTAGLI
  • Tipologia: Stampato
  • Editore: Baciami Editore
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 9788899206017
  • Dimensioni: 15cm x 21cm con copertina morbida
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