Pornoscuola

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Questo racconto è opera di fantasia libertina, nel senso che personaggi e situazioni sono completamente inventate e che ogni riferimento a eventi reali e a persone esistenti è del tutto casuale. L’unica cosa vera di questa storia gaudente è l’ambientazione, perché Piombino esiste e il Liceo Classico Giosuè Carducci pure, anche se adesso non è

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  • Genere:
  • Pubblicato:
    02 marzo 2015
  • Tipologia:
    Stampato
  • Lingua:
    Italiano

Panoramica

Il Libro

Questo racconto è opera di fantasia libertina, nel senso che personaggi e situazioni sono completamente inventate e che ogni riferimento a eventi reali e a persone esistenti è del tutto casuale. L’unica cosa vera di questa storia gaudente è l’ambientazione, perché Piombino esiste e il Liceo Classico Giosuè Carducci pure, anche se adesso non è più al solito posto. Questo va detto a beneficio di coloro che cercano di trovare la realtà nella finzione. Non è il loro racconto.

C’era un libro che mi piaceva tanto da ragazzo, lo aveva scritto Giovanni Mosca e s’intitolava Ricordi di scuola. Lo avrò letto venti volte quel libro da quanto mi piaceva. Me lo ricordo ancora con tutte quelle sviolinate retoriche sulla scuola e il sapore di gesso e la cattedra di legno, i banchi in fila, la cimosa sulla lavagna e la maestrina supplente innamorata persa del maestro carino. Mi ricordava tanto Cuore di De Amicis quel Ricordi di scuola, un po’ più moderno ma era una cosa così. E allora non me lo spiego mica perché i miei ricordi di scuola sono così diversi…

Capitolo 1

Porno ricordi di scuola

C’era un libro che mi piaceva tanto da ragazzo, lo aveva scritto Giovanni Mosca e s’intitolava Ricordi di scuola. Lo avrò letto venti volte quel libro da quanto mi piaceva. Me lo ricordo ancora con tutte quelle sviolinate retoriche sulla scuola e il sapore di gesso e la cattedra di legno, i banchi in fila, la cimosa sulla lavagna e la maestrina supplente innamorata persa del maestro carino. Mi ricordava tanto Cuore di De Amicis quel Ricordi di scuola, un po’ più moderno ma era una cosa così. E allora non me lo spiego mica perché i miei ricordi di scuola sono così diversi. 

Quando andavo al liceo erano altri tempi, cari miei, e se lo dovessi scrivere io Ricordi di scuola ne farei una versione porno, un po’ come faceva Joe D’Amato che i capolavori del cinema e della letteratura li rigirava come calzini e poi giù scopate e pompini che di meglio non si poteva. Perché il mio liceo è quello della liberazione sessuale, del femminismo, delle occupazioni e delle barricate con le notti in bianco per via che si scopava parecchio intanto che si contestava. Non so se vi ricordate, sarà stato il settantacinque o il settantotto, quando vennero fuori le minigonne e le gambe nude delle ragazzine in prima fila che te la sbattevano in faccia stile Gloria Guida ne La liceale. Ora una fica come Gloria Guida in classe mia purtroppo non c’era e mi toccava andare al cinema per vederla nuda sotto la doccia e poi che se ne andava a scuola in motorino con le cosce al vento per stuzzicare professori e studenti. Però anche al liceo classico “Giosuè Carducci” di Piombino, quello vicino al mare che ora non c’è più e tra poco ci faranno un albergo, qualcosa ogni tanto capitava. 

Tanto per dire c’era una che si chiamava Alina ed era famosa per fare i pompini tra i banchi nell’aula di francese, ché là ci si nascondeva bene dietro microfoni e attrezzature video. Alina la pompinara aveva messo le tariffe, non erano esposte perché non si poteva, però si sapeva tutti che elargiva pompini in cambio di compiti eseguiti a regola d’arte. Quello di greco valeva addirittura un pompino con l’ingollo perché era il più tosto, il resto era valutato meno e i suggerimenti per l’interrogazione al più si meritavano una sega sotto al banco. E allora c’era il primo della classe, un tipino secco e allampanato che ora fa l’agente immobiliare e c’ha un sacco di soldi ma è il solito amorfo di quei tempi là, che di regola scopava poco ma lasciava copiare i compiti ad Alina e si levava tutte le voglie. Pure per lui c’era un po’ di giustizia e almeno poteva dire che studiare gli serviva a qualcosa, che io credo se li ricordi ancora i pompini di Alina ora che passa le giornate a vendere appartamenti alla gente.  

A scuola mia c’erano pure le fiche fredde in odore di femminismo, che i tempi erano quelli purtroppo, e allora te le trovavi sempre a far barricate davanti al cinema di piazza quando volevi vedere l’ultimo film con la Fenech, quello dove tutti dicevano che faceva vedere il pelo mica si poteva mancare, e loro con i cartelli in mano a dire che la donna non è un oggetto e che la fica è mia e me la gestisco io. E per me potevi fare come ti pareva, chi la voleva la tua fica, cara femminista che di solito eri brutta e rospa, io volevo soltanto vedere l’ultimo film con la Fenech o La supplente di Carmen Villani e tu mi rompevi i coglioni invece di pensare ai cazzi tuoi. Queste compagne di scuola erano le peggiori, fiche stile ragazzina biologica che votava verde e sputava sulle pellicce e là magari facevano pure bene, però rompicoglioni come poche. Mi ricordo il professore di greco, un siciliano tutto d’un pezzo della serie la donna all’acquaio o a letto distesa, che una volta ci disse: state attenti a quelle che se ve lo scambiano per un cetriolo siete perduti. Era un tipo così il professore di greco, scopava le ragazzine con gli occhi ma nella vita vera scopava poco, c’aveva una moglie così brutta che pareva uscita da un film horror e ricordava Clara Calamai alla fine di Profondo Rosso.  

 

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DETTAGLI
  • Tipologia: Stampato
  • Editore: Baciami Editore
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 9788899206246
  • Dimensioni: 15cm x 21cm con copertina morbida
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