The Cougar Lady

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Romanzo erotico. Sono chiamate COUGAR Lady le donne di una certa età che preferiscono amanti giovani. La moda è nata prima tra le attrici, le donne famose, ma poi si è estesa un po' dappertutto e al giorno d'oggi non fa più testo se una cinquantenne se ne va in giro con un ragazzo di

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  • Genere:
  • Pubblicato:
    13 giugno 2015
  • Tipologia:
    Stampato
  • Lingua:
    Italiano

Panoramica

Il Libro

Romanzo erotico. Sono chiamate COUGAR Lady le donne di una certa età che preferiscono amanti giovani. La moda è nata prima tra le attrici, le donne famose, ma poi si è estesa un po’ dappertutto e al giorno d’oggi non fa più testo se una cinquantenne se ne va in giro con un ragazzo di vent’anni.

Se il fatto di avere amanti giovani prima si accoppiava all’idea che la donna fosse ricca e quindi pagasse l’uomo, ora il concetto è decisamente diverso. Un uomo giovane sceglie di stare con una donna più anziana perché lei ha più fascino, più esperienza, più conoscenza del sesso e meno inibizioni.

La nostra COUGAR Lady è una scrittrice anziana, sovrappeso e senza più velleità sessuali che incontra e si scontra con un giovane amante, sposato e irreprensibile che di colpo si scopre desideroso di sesso, fin quasi all’estremo, facendo e dicendo quello che con la moglie non ha mai osato dire e fare.

Il loro rapporto è fatto di brevi incontri, di mail, di telefonate, in una sorta di liberazione reciproca di tutto ciò che di represso è in loro, consapevoli che è soltanto un gioco, senza futuro e senza logica. Una Cougar Lady e il suo Giovane Amante…

Capitolo 1

L’amante giovane

Gabriela non aveva amanti. Nè giovani nè vecchi. Aveva raggiunto la sessantina, alle spalle c’era un matrimonio fallito miseramente che le aveva lasciato l’amaro in bocca e non si aspettava più niente dalla vita, non in senso sessuale almeno. Aveva un figlio adulto che andava e veniva a suo piacimento, un gatto geloso e possessivo, i geranei alla finestra e il suo lavoro che la appassionava. Perchè Gabriela era una scrittrice di romanzi rosa e la sua mente galleggiava sempre tra amori contrastati, vicende intricatissime, bellissime eroine forti e sensuali e uomini duri e generosi. Non le mancava veramente nulla, si diceva spesso. Anche se il cuore, ahimè il cuore, quello si rifiutava di sentirsi vecchio, quello avrebbe voluto continuare a battere colmo di emozioni, di sogni. Ma siccome Gabriela non era una donna a cui mancasse il senso della realtà, sapeva che quel cuore ancora giovane doveva rimanere nei ranghi e comportarsi da persona seria, dato che era imprigionato in un corpo che andava invecchiando, infischiandosene di tutto e di tutti. Le sue coetanee nel piccolo paese dove abitava erano tutte un po’ spente, un po’ abuliche, la guardavano come se fosse una bestia rara, lei scriveva, lei aveva un modo di parlare e di porsi che era decisamente troppo per loro, troppo aperto, troppo disinvolto, a volte troppo crudo. Era una che aveva viaggiato, visto tanti paesi diversi, conosciuto tanta gente e sapeva che dietro alle sue spalle un po’ la criticavano, anche se non avevano il coraggio di dire apertamente che era una donna un po’ troppo…spinta. Lei dava la colpa di ciò al fatto che avendo avuto un figlio maschio, aveva dovuto adattarsi sia al linguaggio che alle preferenze in fatto di libri, di film…. perciò guardava volentieri Rambo, anche se ormai sapeva le battute a memoria, ascoltava Bruce Springsteen e Vasco Rossi, leggeva romanzi di avventura e di guerra e diceva volentieri “cazzo”, almeno quando ci voleva!

Gabriela era in questo stato di grazia quando conobbe Eros. Lui la contattò in Facebook, chiedendole l’amicizia e adducendo la scusa che non aveva mai conosciuto una scrittrice e lei gli diede corda, era gentile, compito, simpatico.

Eros si presentò come architetto, aveva appena compiuti i quarant’anni, era sposato, due bambine di cui era quasi innamorato (come tutti i padri…) e una passione per la pittura.

Parlarono, sereni. Lui faceva domande alle quali Gabriela trovava piacevole rispondere, era il primo che si interessava davvero del suo lavoro, che sembrava voler capire come nascevano i sui personaggi e che non la considerava una specie di scemotta che scrive storie d’amore impossibile senza capire la vita. Lei ascoltava un po’ divertita le descrizioni di quella vita ordinata e diversa dalla sua che si svolgeva tra ufficio e casa, gite con le bambine e visite a mostre di pittura e lo prendeva in giro bonariamente, anche per il nome, all’inizio aveva creduto che fosse uno pseudonimo.

  Eros! Che razza di nome hai scelto?

Lui rispondeva quasi piccato.

  Non l’ho scelto io! Mia mamma era innamorata della mitologia e mi ha sempre detto che quando sono nato ero come un amorino, con i riccioli scuri e perciò è stato quasi un obbligo chiamarmi così!

 

DETTAGLI
  • Tipologia: Stampato
  • Editore: Baciami Editore
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 9788899206314
  • Dimensioni: 15cm x 21cm con copertina morbida
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